Cristianesimo dell'inizio e della fine by Sergio Quinzio

By Sergio Quinzio

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Quanto alla madre, di nome Festide, era di Calcide, nell’isola Eubea, come pare confermato dal fatto che a Calcide Aristotele possedeva un’abitazione, con ogni verosimiglianza ereditata dalla genitrice, e nell’abitazione di Calcide, che il filosofo, come s’è detto, ottenne da Alessandro che fosse ricostruita, dopo la distruzione ad opera di Filippo, egli trascorse gli ultimi tempi della sua vita. 3. , come s’è detto, Aristotele entrò nell’Accademia. Nessuna biografia indica le ragioni che lo indussero a farvi ingresso e frequentarla, ma si può ragionevolmente congetturare che influirono sulla sua scelta la grande fama raggiunta da Platone e la presenza nella scuola di scienziati e filosofi assai rinomati, come Eudosso di Cnido.

Eudosso lo faceva coincidere col bene, di contro alla posizione rigoristica e assolutamente antiedonista di Speusippo, che considerava sia il piacere che il dolore come mali e faceva risiedere il bene nell’assenza dell’uno e dell’altro. , X, 1-5, la concezione eudossiana del piacere non soltanto è ampiamente presente, ma costituisce la traccia sulla quale si sviluppa quella di Aristotele. Questi non seguì mai Eudosso, invece, nel campo della sua speculazione metafisica, vale a dire nell’interpretazione che anch’egli aveva dato della dottrina platonica delle Idee, un’interpretazione che, nell’intento di «salvare i fenomeni», finiva per negarne la trascendenza.

Un’altra fonte è costituita poi da cinque componimenti in versi dello stesso Aristotele, tre dei quali ci sono stati tramandati per intero, mentre degli altri due possediamo soltanto l’inizio. Se in merito all’autenticità di questi scritti non sono mai state avanzate serie riserve, resta però che le notizie che essi ci offrono sono relativamente significative al fine di reperire dati biografici e hanno valore più di testimonianza morale che per le informazioni che apportano. Uno è l’Inno a Ermia (tramandato da Diogene Laerzio, V, 7, da Ateneo, XV, 696 a e da Didimo Calcentero, In Demosth.

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